Incontra le nostre ragazze alla pari

Le ragazze di Cultural Care Au Pair provengono da oltre 20 paesi di tutto il mondo, fino ad arrivare in ogni angolo degli Stati Uniti. Ognuna ha cominciato la sua avventura con lo scopo di migliorare il suo inglese, crescere personalmente e professionalmente e conoscere aspetti della cultura americana stando ospite di una famiglia. Le loro esperienze sono diverse come ognuna di loro, ma tutte sono d'accordo sul fatto che il programma alla pari non solo cambierà la tua vita, bensì la cambierà in meglio. Guarda con i tuoi occhi e leggi cosa queste Au Pair ci raccontano su come hanno scoperto i benefici del programma.

Un investimento per la vita: ecco Marianna!

Marianna di Olbia ha deciso di partire per gli Stati Uniti come ragazza alla pari presso una famiglia del North Carolina con cui è rimasta per un anno. Si prendeva cura di due bambine meravigliose, la piccola aveva un anno e la seconda 8 anni.

Raccontaci l’episodio più bello o un aneddoto curioso che ti è capitato con i tuoi host kids e con la tua famiglia ospitante:
Con la famiglia ospitante ho passato tanti momenti bellissimi! Abbiamo fatto tante attività insieme e da loro ho imparato moltissimo. I miei genitori mi hanno spedito alcuni pacchi mentre mi trovavo negli Stati Uniti pieni di specialità italiane e sarde. In questo modo ho potuto condividere con loro dolci della mia terra e ho cucinato piatti tradizionali da condividere. Grazie a loro ho imparato tantissimo della cultura americana e cinese, visto che la madre ospitante veniva dalla Cina, quindi mi ha fatto molto piacere poter far conoscere loro un po’ della mia.

Che vantaggi hai tratto dal tuo anno au pair?
Dopo questa esperienza sono tornata a casa come una persona nuova, mi ha aiutato a crescere, ad essere autonoma e più responsabile. Vivere in un paese straniero in cui parlano un'altra lingua e con la responsabilità di prendersi cura di bambini, infatti, può solo rinforzarti. Inoltre ho imparato l'inglese, lingua ormai essenziale nel mondo dell'università e del lavoro. Una volta tornata a casa sono entrata senza problemi all'università e ora studio Logopedia a Sassari.
La mia esperienza, però, non è ancora finita! Infatti ora collaboro con Cultural Care per aiutare le ragazze a realizzare il loro sogno e partire per una nuova avventura. Nei meeting che terremo a Sassari vi esporrò il programma alla pari e sarò felice di rispondere alle vostre domande!

Quali difficoltà hai incontrato e come le hai risolte?
Quando ho iniziato questa esperienza ero molto motivata e grazie alla mia famiglia ospitante mi sono integrata subito. La famiglia mi ha appoggiato durante tutto l’anno alla pari, assicurandosi che stessi bene.
Cultural Care mi ha sempre supportato, la mia local childcare coordinator è sempre stata molto disponibile per qualsiasi domanda avessi e ogni mese organizzava dei meeting meravigliosi con le altre au pair! Nei giorni liberi e nei weekend vedevo le altre ragazze alla pari della mia zona che ho conosciuto grazie a Cultural Care, inoltre, ho avuto tante opportunità per conoscere nuove persone nel college che frequentavo e nei miei viaggi.

Quali corsi universitari hai scelto di frequentare?
Durante il mio anno alla pari ho frequentato diversi corsi interessanti in un community college della mia zona. Essendo interessata all’aspetto culturale di questa esperienza, ho frequentato un corso sull’integrazione culturale ed è stata un’esperienza bellissima. Ho poi frequentato un corso sulla storia e la cultura del North Carolina in cui abbiamo visitato musei e fatto tantissime attività interattive. Nel college ho avuto poi l’opportunità di frequentare un corso di spagnolo, una lingua che non avevo mai studiato prima, dove ho conosciuto persone meravigliose con cui ho costruito un rapporto bellissimo. Durante la pausa della lezione ci ritrovavamo a chiacchierare e ho condiviso con loro del guttiau dalla Sardegna che hanno apprezzato tantissimo.

Le soddisfazioni di Linda, au pair in Colorado

Linda, ha accettato una doppia sfida: diventare ragazza alla pari negli Stati Uniti occupandosi di due maschietti di cinque e quattro anni ed una femminuccia di appena un anno al momento del suo arrivo negli States.  

Qual è l'aspetto più interessante e che ti piace di più dell'occuparti di bambini sotto i due anni e qual è la parte più difficile invece?
La parte più bella per me è quando la mia bimba mi riconosce in mezzo alla folla, quando tra tutti cerca me, quando mi chiama mamy e mi viene incontro a braccia aperte. 
La parte difficile è che vorrà sempre attenzioni, e se è una giornata storta per me, non importa, ti devi fare forte e pensare prima a lei.

Che genere di esperienze sei riuscita a fare in Italia con infanti e perché hai deciso di farle proprio con loro?  
Le mie esperienze con infanti vengono dal volontariato in Africa. Perchè ho deciso di avere ancora un infante? Perchè mi riempiono il cuore di gioia!

Raccontaci l’episodio più bello o un aneddoto curioso che ti è capitato con i tuoi host kids e con la tua famiglia ospitante.
Il mio bimbo di 5 anni un giorno è andato al supermercato con la mamma e il bimbo ha voluto comprarmi una rosa di cioccolato tutta per me. Oppure quando mi chiedono di non partire e rimanere con loro, o ancora quando mi son ritrovata il regalo di San Valentino dalla mia famiglia.. Tutte cose che fanno piacere  e mi fanno capire che ciò che faccio viene apprezzato!

 

Il coraggio di partire: Paola l’ha fatto!

Paola ha deciso di lasciare la sua città natale, Cremona , e coronare finalmente il suo "american dream". Vinte tutte le prime difficoltà, ora Paola sta facendo il pieno di momenti indimenticabili con la sua famiglia ospitante nel New Jersey occupandosi di tre attivissimi bambini, due bambine di 12 e 11 anni ed un maschietto di 8.

Quali difficoltà hai incontrato fin'ora e come le hai risolte?
L'inizio del mio viaggio è stato davvero difficile, ho dovuto impegnarmi, metterci tutta me stessa per superare le difficoltà iniziali, ma non ho mai mollato, affrontando tutto giorno per giorno e imparando il più possibile dalla mia straordinaria hostfamily è dal mondo americano. A poco a poco il mio inglese è migliorato, le mie abitudini sono cambiate, si sono adattate a quelle della mia hostfamily, ho conosciuto sempre più persone, alcune delle mie migliori amiche, e sono riuscita a trovare anche la mia voce in questo enorme paese. Tenere duro e continuare il mio viaggio è stata la scelta migliore che potessi mai fare.

Che città hai già visitato e che futuri viaggi hai in programma?
Vivo a soli 40 minuti di treno da New York City, per cui passo praticamente ogni week end lì, è incredibile quanto ancora ci sia da scoprire anche dopo nove mesi. Con la mia hostfamily sono stata a sciare in Canada, a Stone Harbor, sulla Jersey Shore ed a Washington DC. Invece con le amiche sono stata in Pennsylvania e alle cascate del Niagara, e sto pianificando un week end a Boston ed uno ad Atlantic City. Settembre sarà il mio travel month, ed ho già i biglietti aerei per Maui, Hawaii e Los Angeles!

Quali corsi universitari hai scelto di frequentare?
Ho già completato tutti i miei crediti con due classi nel week end: una alla Long Island University, e l'altra al Borough of Manhattan Community College, con una gita alle cascate del Niagara!

Raccontaci l’episodio più bello o un aneddoto curioso che ti è capitato con i tuoi host kids e con la tua famiglia ospitante:
I momenti splendidi con la mia hostfamily sono innumerevoli, solo vedere negli occhi dei bambini quando apprezzano ciò che fai per loro è qualcosa di impagabile. Ho adorato il giorno del ringraziamento, con tutta la famiglia riunita, zii, zie, nonni e cugini, mi sono sentita davvero parte della famiglia, ed anche il Memorial day week end che ho passato con la mia hostfamily nella casa al mare, a Stone Harbor è stato speciale, semplicemente fare gli waffles con i bambini la mattina o andare a fare un giro in bici sull'isola è qualcosa che fa sentire davvero il calore di una famiglia, mi sono sentita un membro aggiunto, apprezzata non solo per quello che faccio, ma anche come persona.

Che vantaggi pensi di trarre dal tuo anno au pair?
Sicuramente utilizzerò il mio inglese come trampolino di lancio per dei corsi universitari interamente in inglese, ma non solo, la lingua è solo una minima parte di tutto ciò che ho imparato qui. La capacità di adattamento, di gestione del tempo, di gestione del denaro, l'indipendenza, l'autonomia, la positività, la capacità di affrontare senza farsi travolgere qualsiasi problema, i valori della cultura americana, il valore di amici e famiglia... Sono tutte cose che faranno parte della mia vita per sempre, e che mi danno la forza di puntare sempre più in alto, la fiducia di poter fare qualsiasi cosa mi passa per la testa.

 

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