Incontra le nostre ragazze alla pari

Le ragazze di Cultural Care Au Pair provengono da oltre 20 paesi di tutto il mondo, fino ad arrivare in ogni angolo degli Stati Uniti. Ognuna ha cominciato la sua avventura con lo scopo di migliorare il suo inglese, crescere personalmente e professionalmente e conoscere aspetti della cultura americana stando ospite di una famiglia. Le loro esperienze sono diverse come ognuna di loro, ma tutte sono d'accordo sul fatto che il programma alla pari non solo cambierà la tua vita, bensì la cambierà in meglio. Guarda con i tuoi occhi e leggi cosa queste Au Pair ci raccontano su come hanno scoperto i benefici del programma.

Sara e la sua vita da au pair in Florida

Sara di Magenta, au pair a Jacksonville in Florida

Cosa ami del tuo anno Au Pair? 
Del mio anno Au Pair amo il rapporto che ho instaurato con i miei host kids e la mia host family: sento di avere una famiglia americana oltre che ad una italiana. Durante questo anno ho avuto la possibilità di viaggiare molto, conoscere nuove persone, avere amici da ogni parte del mondo (non solo Au Pair ma anche molti americani) e mi sento cresciuta e una persona migliore.

Hai già viaggiato, quale città hai visitato? / Che cosa hai visto di particolare? 
Ho viaggiato molto. I primi due mesi ho vissuto a Norfolk, Virginia e ho visitato Washington DC. In seguito io e la mia host family ci siamo trasferiti a Jacksonville, Florida. Ci siamo spostati in macchina quindi abbiamo fatto un lungo road trip e visitato diversi posti lungo la strada, come ad esempio il South of the Border in South Carolina. Altri posti in cui sono stata dopo essermi trasferita in Florida sono stati Savannah (GA), le Florida Keys e Key West, Miami un paio di volte, Legoland e gli Universal Studios di Orlando, Daytona Beach, il Kennedy Space Center e Cocoa Beach. E ovviamente ho esplorato Jacksonville e dintorni.

Cosa fai nel tuo tempo libero? 
Durante il mio tempo libero passo veramente pochissimo tempo a casa. Esco con i miei amici ed il mio fidanzato, vado in palestra, vado in spiaggia e faccio fotografie. Grazie alla mia passione per la fotografia ho incontrato questo gruppo di persone di varie età con la passione per la fotografia. Ci incontriamo una volta a settimana Downtown ed esploriamo diverse zone della città scattando fotografie insieme.

Quali sono i corsi universitari che stai facciendo negli Stati Uniti? 
Ho seguito molti non-credit classes di vari tipi: molti riguardanti la fotografia, letteratura americana, make up, cake design, self defense.

Che rapporto hai con i tuoi host parents? 
Ho un ottimo rapporto con loro. La comunicazione è la base del nostro rapporto e sono diventati un po’ come dei genitori ma soprattutto degli amici. Mi sento a mio agio a vivere con loro e mi fanno sentire ben voluta e come se fossi a casa.

Che suggerimenti hai per i futuri Au Pair? 
Consiglio a tutti quelli che hanno dei dubbi di partire perché non se ne pentiranno. E' l'esperienza più bella della mia vita e sono contenta di aver preso la decisione di partire un anno fa. E' stata talmente positiva e bella che ho deciso di estendere per un altro anno.

Le soddisfazioni di Linda, au pair in Colorado

Linda, ha accettato una doppia sfida: diventare ragazza alla pari negli Stati Uniti occupandosi di due maschietti di cinque e quattro anni ed una femminuccia di appena un anno al momento del suo arrivo negli States.  

Qual è l'aspetto più interessante e che ti piace di più dell'occuparti di bambini sotto i due anni e qual è la parte più difficile invece?
La parte più bella per me è quando la mia bimba mi riconosce in mezzo alla folla, quando tra tutti cerca me, quando mi chiama mamy e mi viene incontro a braccia aperte. 
La parte difficile è che vorrà sempre attenzioni, e se è una giornata storta per me, non importa, ti devi fare forte e pensare prima a lei.

Che genere di esperienze sei riuscita a fare in Italia con infanti e perché hai deciso di farle proprio con loro?  
Le mie esperienze con infanti vengono dal volontariato in Africa. Perchè ho deciso di avere ancora un infante? Perchè mi riempiono il cuore di gioia!

Raccontaci l’episodio più bello o un aneddoto curioso che ti è capitato con i tuoi host kids e con la tua famiglia ospitante.
Il mio bimbo di 5 anni un giorno è andato al supermercato con la mamma e il bimbo ha voluto comprarmi una rosa di cioccolato tutta per me. Oppure quando mi chiedono di non partire e rimanere con loro, o ancora quando mi son ritrovata il regalo di San Valentino dalla mia famiglia.. Tutte cose che fanno piacere  e mi fanno capire che ciò che faccio viene apprezzato!

 

La nuova vita di Chiara

Chiara, au pair di due bambine di 3 e 1 anno a Seattle, WA.

Cosa ti piace di più degli Stati Uniti e degli americani? 

Gli Stati Uniti sono sempre una scoperta. Non finirai mai di stupirti della grandezza di questo paese. I quartieri sono mini città, tutti sono cordiali, ti salutano e ti chiedono come stai. Quando organizzano le cose le fanno in grande, esattamente come abbiamo sempre sognato guardado i film. E' tutto così reale. E fai fatica a crederci. Dai biscotti degli scout, ai prom (una volta passeggiando per strada ho visto 6 ragazzi che in giradino si facevano fotografare prima di andare al prom, sarei voluta tanto andare con loro).
Gli americani sono tutti molto gentili, ringraziano sempre, e ti aiutano se possono. Non devi temere se hai domande e dubbi, loro sono sempre pronti e disponibili. E' una cosa che mi piace tanto. Stando qui sto imparando a non aver paura a "chiedere", una cosa che anche a scuola temevo sempre per paura di dire qualcosa di sbagliato. Qua invece ti devi buttare, sbagliato o no lo devi fare, e dall'altra parte troverai sempre qualcuno pronto ad aiutarti e a non ridere di te.

Cosa ami del tuo anno Au Pair? 

Sono qua da quasi 7 mesi ormai, il tempo scorre troppo in fretta, sembra di non avere il tempo di riuscire a fare e vedere tutto quello che hai nella testa. Quindi ho deciso di estendere per nove mesi. Perchè vivere qui è qualcosa di unico e spettacolare un'occasione che ti capita solo una volta nella vita. Amo, le bambine di cui mi prendo cura e il legame che si è creato con loro. Le sento un po' come sorelle minori, quelle che non ho mai avuto ma sempre desiderato. Quest'esperienza mi sta facendo crescere e cambiare su mille punti di vista. Sarà difficile tornare a casa alla solita realtà. La cosa bella di vivere qui "da soli" è imparare a conoscersi e a bastarsi. Una cosa che tutti dovremmo imparare nella vita. Stando qui ti rendi conto che persona sei realmente e di quanto coraggio, quanta forza e determinazione hai. Non lo credevo possibile ma invece, sono tutte qualità che un'au pair possiede. Senza di esse non sarebbe possibile affrontare la quotidianità che ti mette d'avanti la tua nuova vita americana. Ogni mese che passa cresco mentalmente, due mesi fa pensavo che un anno fosse abbastanza ma adesso mi sono resa conto che per quanto casa mi manchi, non sono pronta a lasciare questa vita.

Quali difficoltà hai incontrato e come le hai risolte? 

Vivedo qui ho incontrato svariate difficoltà. Ho avuto mille momenti no, ma ho sempre trovato il modo di superarli. Io sono una persona molto nostalgica, e la nostalgia quando sei dall'altra parte del mondo, lontana da casa, non gioca a tuo favore. Allora prima di buttare tutto all'aria ho cercato di capire cosa mi potesse far stare bene, e farmi tornare la forza e la grinta per andare avanti. Ci ho messo molto tempo, ma all'alba dei 7 mesi in America ho imparato a conoscermi e a capire cosa mi aiuti davvero.
Per prima cosa, non chiudermi in casa a guardare vecchie foto con sottofondo musicale, esci, e vai a fare una passeggiata e chiama un'amica per un'uscita dell'ultimo secondo. Un caffè o un frozen yougurt sono sempre d'aiuto. Io amo andare a vedere lo skyline della mia città quando perdo la motivazione, perchè l'unica cosa che me la fa ritrovare è guardare con i miei occhi dove sono riuscita ad arrivare, e ogni santa volta quasi mi emoziono perchè è incredibile che io ce l'abbia fatta.
Oppure comincio a scrivere. Ho aperto un blog, dove condivido quando mi va tutti i miei pensieri, è un'aiuto per chi è a casa a capire come sto e cosa provo, e per me a dar libero sfogo a miei pensieri senza filtri e paure. Questi sono alcuni rimedi da nostalgia e homesickness, su di me funzionano. Ovviamente sta all'au pair trovare il proprio punto di equilibrio!

Racconta l’episodio più bello che ti è capitato con i tuoi host kids:

Impossibile classificarli, non riesco a trovare un singolo episodio... Queste due bambine mi regalano mille gioie ogni giorno. Fare l'au pair non è facile, è davvero stancante e non è un lavoro che bisogna sottovalutare. Probabilemente il momento più bello che ho passato con la più piccola è stato quando la family è tornata a casa dopo un day trip per visitare la famiglia, e la piccola appena mi ha visto ha borbottato il mio nome e mi si è buttata in braccio. E mi ha abbracciato davvero. Mi ha stretto e non mi voleva lasciare più. Mi ricordo che mi ha dato dei bacini e mi ha stretto ancora. I genitori non sono riusciti a staccarla da me. L'hanno presa con la forza dopo alcuni minuti. La grande invece, mi regala emozioni ogni giorno, lei prima di andare a dormire mi viene sempre a salutare per darmi la buonanotte, mi chiede cosa faccio e mi augura sogni d'oro. Mi da la buonanotte sia in inglese che in italiano perchè gliel'ho insegnato. Ci sono tantissimi episodi belli, molte volte vorrei poterli registrare per riviverli altre volte!

Come vorresti concludere il tuo anno Au Pair? 

Vorrei che questa fase della mia vita non abbia una fine, fa male pensare che un giorno tutto questo finirà. Ma vorrei concluderlo con nel cuore mille ricordi belli, e la soddisfazione di aver realizzato tutti i miei sogni. Tornare a casa con le mie foto e una parete piena di ricordi. Sarà l'esperienza della vita. Non la dimenticherò mai.

Alessia ha trovato la sua famiglia in Florida

Alessia, di Marsala – au pair in Florida

"Si dice spesso che le cose semplici sono le più straordinarie. La mia famiglia è semplice e per questo penso che siano così speciali. Non si preoccupano di cose materiali, a loro non importa comprare vestiti nuovi o cose inutili, non si preoccupano di niente, tranne che dell’amore e delle emozioni, quelle vere.

Non ho mai pensato di potermi sentire a casa in un paese diverso, non ho mai pensato di potermi sentire sicura e protetta lontano dalla mia famiglia, ma da quando mi sono trasferita in questa casa posso dire di sì. Sì, ci si può sentire a casa anche se la tua famiglia è dall'altra parte dell'oceano.

Adoro il modo in cui i miei host parents amano i loro figli. Non sono mai stanchi e non si lamentano mai se gli chiedono di giocare. Gli insegnano un sacco di cose e sono sicura li faranno crescere bene, proprio come loro.

I miei host kids mi chiamano "SISTER" e sono loro sorella per davvero. Lo sento nel mio cuore. Li amo e loro amano me. Questa è la cosa che apprezzo di più."

Avere una nuova famiglia oltreoceano

Vejune di Pesaro -  au pair nello stato di Washington

"Ci sono diversi tipi di famiglie nel mondo, ma tutti hanno una cosa comune: l'amore!
Vorrei condividere alcuni dei momenti meravigliosi che ho vissuto con la mia famiglia ospitante.

Di solito è difficile stare lontani dalla propria famiglia quando si è malati: una volta ho avuto una tosse molto forte tutto il giorno ed ero davvero a pezzi. Sono andata a riposare nella mia stanza e il mio bimbo più grande mi ha fatto un tè caldo con il miele e mi ha detto: "spero tu ti riprenda presto". Inoltre, la mia host mum Jennifer mi ha portato le medicine e il mio host dad Ryan mi ha comprato del succo multivitaminico per aiutarmi a recuperare più velocemente: e così è stato! Solo grazie a loro.

Un giorno, il mio host kid Kyle, mi stava aiutando a preparare la tavola per la cena, quando ha chiesto a suo papà quanti tovaglioli dovesse mettere e la risposta è stata: "Sempre 5. In questa famiglia siamo sempre 5".
I miei bimbi ospitanti sono carinissimi e li adoro! Ogni sera, dopo il lavoro, passo un po’ di tempo con Mia e facciamo dei giochi in scatola: andiamo d’accordissimo, è la mia piccola grande amica!
Kyle è il bimbo più dolce del mondo! Una volta, avendo un po’ di tempo libero, sono andata a vedere il suo spettacolo di danza a scuola. Quando mi vide lì, era così sorpreso! Non smetteva di guardarmi e sorridermi. Alla fine dello spettacolo mi ha abbracciato un sacco di volte. Vederlo felice e sorridere così mi ha emozionata!
Un’altra volta invece stavo cucinando e abbracciandomi mi ha detto che cucino la pasta più buona del mondo.

Durante le feste di Natale, ho fatto un po’ fatica a trattenere la nostalgia di casa e Jennifer senza nemmeno chiedermelo, ha capito tutto e l’intera famiglia con amore e gentilezza ha cercato di farmi sentire meno sola.
Li amo come se fossero la mia famiglia in Italia e anche loro mi vogliono tantissimo bene".

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