Cultural Care Au Pair

Vivere negli US come ragazza alla pari

Per adulti e studenti fra i 18 e 26 anni

Il sogno americano di Gabriele

2016/12/15

Tutti noi siamo andati sull’altalena, da bambini. Credo sia il gioco più bello che si possa trovare ad un parco giochi…e forse, è proprio per questo che sono qui. Perché non sono mai voluto scendere.

Mi chiamo Gabriele, ho 19 anni, e sono stato un Au Pair ad East Haddam , una piccola cittadina nel Connecticut. Non vi preoccupate se non l’avete mai sentita, è nel bel mezzo del nulla, quindi è più che normale!
Ho deciso di imbarcarmi in questa esperienza ancor prima di finire il liceo. Le ragioni di questa decisione sono principalmente due: mia mamma ha fatto la medesima cosa nell’ormai lontano 1989 e, sin da quand’ero un bimbetto paffutello e spensierato, mi ha raccontato di molte delle sue avventure e di quanto questa esperienza le abbia cambiato la vita; la seconda è molto più condivisibile…ne avevo le scatole piene di trascorrere le mie giornate tra banchi e libri, non ne potevo più di studiare di tutto e di più senza mai avere la possibilità di applicare le mie conoscenze nella vita reale! Quindi, eccomi qui. A un oceano di distanza da casa, con soli 3 mesi di esperienza sulle spalle, a raccontarvi perché è una cosa da fare.

Non vi mentirò: non è facile! Ok, l’emozione all’inizio e le aspettative ingestibili, ti sembra di aver vinto alla lotteria e nessuno potrebbe minimamente scalfire questa positività. Ma, una volta qui, quello che chiamano “shock culturale” irrompe senza preavviso nella tua vita e ti ritrovi a domandarti come tu sia potuto essere così sciocco da lasciare la sicurezza della tua casa e la compagnia dei tuoi amici per un po’ di “junk food” e qualche scena vista in un film.
Detto così suona davvero male, lo so, ma preferisco essere sincero, come ho detto, per il semplice motivo che si deve essere davvero convinti prima di avventurarsi nell’iter per diventare un Au Pair. Perché è normale soffrire, avere nostalgia e sentirsi spaesati, ma fa parte del gioco, come si suol dire, ed è proprio grazie a questi sentimenti che si riesce poi ad apprezzare quanto incredibile sia questa esperienza! In fin dei conti, non è forse vero che non avremmo l’arcobaleno senza prima la tempesta?
I lati positivi sono tanti: in primis, mi prendo cura di due bambini, rispettivamente 9 e 7 anni, con i quali ho legato molto in questi primi mesi, e spero di condividere ancora tanto; la loro famiglia mi ha accolto a braccia aperte e non mi ha mai fatto sentire un impiegato, sebbene essere un Au Pair è, in primo luogo, un vero e proprio lavoro; ho potuto già visitare Boston, New York e Washington DC, nonché varie città della zona; sto frequentando due corsi in un college ad Hartford ed ogni giorno è una nuova avventura con infinite cose da fare. I piani da organizzare sono molti, e spesso il tempo non sarà mai a sufficienza, specie perché, se come me sarete in mezzo ai boschi, vi toccherà guidare molto…ma preparatevi a guidare tanto, ovunque andiate, perché qui la macchina è come per noi la bici!

Dal mio punto di vista, comunque, l’aspetto più stupefacente di questa esperienza rimane l’incredibile ricchezza che il legame con due bambini di un altro continente con i quali non hai mai avuto niente a che vedere ha da offrire! Cantargli le ninna nanne che i tuoi genitori usavano per addormentarti, insegnarli quel poco che sai sulla vita nella speranza che un giorno gli possa tornare utile, giocare con loro e vederli ridere per le stupidate che fai, sentirli chiamare il tuo nome quando hanno bisogno di aiuto, sono successi che non si dimenticano. Sono traguardi dei quali bisogna essere orgogliosi.
Detto ciò, tenete sempre presente che ogni medaglia ha due facce, e solo noi siamo in grado di decidere quale vogliamo ammirare! Perciò, se come me il vostro sogno è vedere gli USA, viaggiare, creare nuovi legami profondi con persone che non avresti mai pensato potessero far parte della vostra vita, affrontando ogni giorno una nuova sfida, allora questa è l’esperienza che state cercando!
Soprattutto, se amavate andare sull’altalena da bambini. Perché qui alti e bassi sono in continua guerra, ma il cielo blu è sempre uno spettacolo, ad ogni dondolio.